NEWS

Vasco Rossi ricorda Punto Radio e la prima volta che andò in tribunale

Il cantautore emiliano apre il libro dei ricordi per festeggiare l'anniversario della sua radio libera

Vasco Rossi, attraverso il suo account Instagram ha voluto ricordare l’esordio nell’etere, esattamente 45 anni fa, di Punto Radio: la radio libera o pirata, a seconda di come, a quel tempo, la si pensava e di come la si voleva definire.

Vasco Rossi svela chi è Silvia. "La figlia del barista di Zocca" - Cronaca  - ilrestodelcarlino.it

Il cantautore emiliano fornisce un racconto dettagliato e affettuoso di quella bella avventura che, riportata oggi, si comprende come sia proprio figlia di un’altra epoca.

En passant: i carabinieri, dopo un solo anno, chiudono Punto Radio con relativa denuncia a carico dell’amministratore che era (inutile dirlo) Vasco.

Quella fu la prima volta in cui dovette comparire in un tribunale della Repubblica Italiana…non l’ultima.

Questo il bel racconto di Vasco Rossi: “45 anni fa, il 21 settembre del 1975, cominciava a trasmettere Punto Radio!! Fu un successone.

Ma un successone. Da Modena, da Bologna, fin da piazza San Marco, a Venezia, un mucchio così di gente che ci voleva conoscere, parlarci, tanto che all’inizio abbiamo dovuto dare il numero di telefono di casa mia, e a rispondere c’era mia mamma.

Tutto all’oscuro di mio padre, naturalmente, che però siccome faceva il camionista era quasi sempre via. Invece in paese, a Zocca, che è dove sono nato io e tutti gli altri, vedevano sì il gran movimento, ma non riuscivano a capirlo esattamente.

Ci chiedevano: “Ma che cos’è che state facendo?”. E noi: “Stiamo facendo una radio”. E loro: “Come una radio?” – perché molti pensavano che stessimo costruendo un apparecchio, e gli sembrava strano: “Tutta ‘sta gente qua per far su una radio?”.

E noi: “Ma no, una radio per far ascoltare quello che diciamo nella radio”.

E allora loro ci dicevano “Ma va a cagare!”. Ci prendevano per matti, non capivano come potessimo trasmettere, noi, dentro una radio. Non ce n’era mica in quel momento là. Solo una, ma su a Milano, e poi la Rai.

Dopo, sei mesi dopo, hanno cominciato a venir fuori le altre.

A quei tempi non si chiamavano ancora radio “libere”, eravamo radio “pirata”.

Tanto pirata che dopo un anno, estate del ’76, i carabinieri di Zocca vengono su, mettono i sigilli e, in quanto amministratore, mi denunciano all’Escopost.

Finisce tutto al pretore di Vignola, che per fortuna era una persona illuminata e dopo due settimane dissequestra tutto.

Poi arriva da Genova l’avvocato Porta, che si era già occupato di queste cose qua, e mi dice: guardi signor Vasco, la difendo io, e la difendo gratis perché voglio portare avanti una battaglia di libertà.

Sosteneva che il monopolio Rai non era costituzionale. Perfetto dico io, perché altrimenti non avrei saputo neanche da che parte voltarmi.

Fu la mia prima volta in tribunale (poi dopo ce ne sono state anche delle altre) e alla fine vengo assolto con formula piena: il monopolio della Rai era anticostituzionale.

Quella sentenza ha reso “libere” tutte le radio d’Italia.”

Articoli Correlati

Back to top button