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De Laurentiis: “Mai pensato di vendere il Napoli. Fabian e Koulibaly non li vendo a meno di cento milioni.

Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga intervista al “Corriere dello Sport“, toccando diverse tematiche

Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga intervista al “Corriere dello Sport”, toccando diverse tematiche

De Laurentiis inizia l’intervista, parlando della possibilità di vendere il Napoli: “Mai. Ho ricevuto tre offerte, una da 700 milioni, una da 800 e l’altro ieri si è palesato uno che però non ha fatto cifre. Il Napoli rappresenta sedici anni della mia vita, nel 2004 produssi il mio ultimo film americano, Sky Captain and the World of Tomorrow,: non fu un grande successo ma guadagnai 90 milioni di dollari. Se avessi proseguito oggi mi ritroverei con 3-4 billions. Ho messo il calcio davanti a tutto”.

Su Fabian e Koulibaly ha poi spiegato“Fabian ha ancora tre anni, Koulibaly due. Dov’è il problema? Se si presentassero City, United o Psg con 100 milioni, ci penserei ed è probabile che partirebbero, sempre se la loro volontà fosse quella di andarsene. Un’offerta di 60 non la prendo in considerazione. Io sono solido, se avessi voluto vincere lo scudetto a ogni costo mi ritroverei con 300-400mln di debiti. Mi guardo intorno e vedo società a -500, – 600, meno un miliardo. Io non devo un cazzo a nessuno.”

Sull’addio di Sarri:Mi fece incazzare con la scusa volgare dei soldi, mi costrinse a cambiare, e aveva ancora due anni di contratto. Ricordo che a febbraio mi invitò a pranzo in Toscana, a due passi da casa sua, organizzò la moglie, parlammo di tante cose ma non accennò a chiusure, a separazioni, mi portò fino al giorno che precedette l’ultima partita creando disturbo e incertezza alla società. Ancelotti? Dovevo mandarlo via al termine della stagione”.

Sul rinnovo di Gattuso: “Lo chiamai con Totti, avevo pensato ad un film con loro due. Ci eravamo rivisti al compleanno di Ancelotti a Capri. Una tavolata di 40 metri, aveva invitato il mondo, sembrava un matrimonio. Ho scoperto un grande conversatore. Ci siamo intrattenuti per tre ore. Dopo il disguido del ritiro-non-ritiro gli ho telefonato e gli ho detto: “Rino, stai calmo, non prendere decisioni se ti chiama qualcuno, stai fermo”.

Ed ancora: “Confermato? Che domanda è, gli avevo fatto un contratto di un anno e mezzo con via di fuga per entrambi, non abbiamo avuto bisogno di ricorrervi. Se facciamo bene nelle coppe e recuperiamo qualche posizione, gli do appuntamento a fine agosto a Capri per parlare di un allungamento di 3-4 anni. Verdone è con me da 20 anni in esclusiva, tra persone che si stimano i contratti hanno un valore relativo, contano le motivazioni, ognuno deve essere libero di decidere se proseguire o meno”.

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