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BONETTI (Bravo Dischi / Costello’s / Labellascheggia): fuori ora il video della live session di “SIAMO VIVI”

Fuori ora la live session del nuovo singolo "SIAMO VIVI" di BONETTI realizzata da Cacao Prod. nell'ormai celebre complesso milanese di via Tucidide 56

Dopo aver pubblicato “Non ci conosciamo più” totalizzando più di 50000 ascolti dalla sua uscita, è uscito lo scorso 26 maggio 2020 “Siamo Vivi”, secondo singolo di BONETTI estratto dal nuovo lavoro che vedrà la luce dopo l’estate.

Il disco uscirà per Bravo Dischi e Labellascheggia, e testimonia la costante crescita dell’autore, il quale nel percorso è coadiuvato anche da Peermusic Costello’s.

La produzione artistica è stata affidata a Fabio Grande, che con la sua forte empatia ed il suo gusto indiscusso ha suggellato tutte le nuove opere di Bonetti.

SIAMO VIVI e siamo colorati.

SIAMO VIVI e siamo animati dalla ricerca di cose belle, anche quando ci sentiamo ai margini.

Anche quando ammazziamo le mattine guardando partire i vagoni delle metropolitane carichi di persone prese dai loro impegni, dai loro orari, dai tic di un quotidiano in cui un gesto semplice come controllare frettolosamente l’orologio può diventare un segnale di appartenenza a un mondo attivo e produttivo, che agli occhi di chi non ha un lavoro o un appuntamento da rispettare sembra lontano ed escludente.

SIAMO VIVI, usando le parole degli autori del video, è un viaggio attraverso gli imprevisti e le brutture del quotidiano.

Un inno psichedelico all’ostinazione, che ci incoraggia ad andare avanti nonostante tutto.

Ma SIAMO VIVI e siamo liberi di aspettare l’estate e di salire su una metropolitana per andare in un altrove in cui liberare il tempo libero.

Un tempo nostro.

“Siamo vivi è il secondo capitolo di un viaggio intorno a un qui esistenziale. Un qui che si manifesta in una mattina ammazzata guardando partire i treni in metropolitana, indagando le persone prese dai loro impegni, dai loro orari, dai tic di un quotidiano che disciplina secondo regole non scritte.

A quel punto anche controllare frettolosamente un orologio è un segnale di appartenenza che agli occhi di chi non ha un lavoro o un appuntamento da rispettare può diventare un colpo mortale.

E allora la metropolitana può portare in un posto qualsiasi per sentirsi vivi, per aspettare l’estate con le gonne corte e dare vera libertà al tempo libero.”

“Non ci conosciamo più è il primo capitolo di un viaggio intorno a un qui esistenziale. Un qui che si manifesta in una passeggiata solitaria, ma generazionale.

In una città grande, che ci guarda con distacco mentre la attraversiamo o mentre ci fermiamo davanti a un binario abbandonato a contemplare le nostre attese – quelle volte in cui ci chiediamo a che punto siamo nelle nostre vite e si fa forte in noi il bisogno di un abbraccio.

Non ci conosciamo più è il riscoprirci cambiati. Ma, anche se questo ci destabilizza, la nostra storia personale e umana è un percorso unico e nascosto che, confondendo continuamente futuro e passato, ci porta lontano, in nuovi presenti.

In nuovi qui da riscoprire ogni volta, ma vivere da sempre.”

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