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Ritornano le celebrazioni in chiesa con il popolo: firmato il protocollo d’intesa tra Governo e CEI

di Ioio Rosario (ilgiornalediCasoria.it)

di Ioio Rosario – È stato finalmente firmato ieri il “Protocollo sulla ripresa delle celebrazioni con il popolo”, che consentirà ai fedeli di tornare a presenziare alla Santa Messa da lunedì 18 p.v.

Il documento, a firma del Presidente del Consiglio Conte, del Ministro dell’Interno Lamorgese e del presidente della CEI cardinale Bassetti, ha avuto il parere favorevole del Comitato Tecnico-Scientifico il giorno precedente.

Le norme che bisognerà seguire sono sostanzialmente quelle che ci hanno indicato in questi mesi per tutte le attività consentite, le principali sono: il divieto di entrare nell’edificio di culto se si hanno sintomi influenzali con temperatura uguale o superiore a 37,5 gradi, o se si è stato in contatto con persone affette da Covid-19.

Rispetto del distanziamento sociale tra i banchi, un metro laterale e frontale, necessità di indossare la mascherina che copra le vie aeree.

Il lavoro di organizzazione e vigilanza all’interno e nelle immediate adiacenze dell’edificio di culto sarà supervisionato da parrocchiani volontari, i quali dovranno in particolare vigilare sul rispetto del divieto di assembramento (anche in sacrestia) e sulla disinfezione degli ambienti, della suppellettile sacra e delle panche prima e dopo le celebrazioni.

Dal punto di vista strettamente liturgico si potrà prendere l’Eucaristia nelle mani, col sacerdote che la porge dopo essersele disinfettate e con i guanti.

Ci si potrà confessare, in spazi ampi ed aerati (come devono essere tutti in chiesa), usando la mascherina come il confessore, al solito dietro la grata.

Le acquasantiere saranno ancora vuote, mentre le offerte dovranno essere messe nelle apposite cassette predisposte all’ingresso.

Infine sarà ancora proibito scambiarsi il segno della pace. È importante ricordare che l’organizzazione volontaria dovrà valutare la capienza massima delle persone ammesse a concelebrare, tenendo presenti le norme di distanziamento sociale, quindi si consiglia di avviarsi con un certo anticipo per non rischiare di restare esclusi dalla celebrazione.

D’altronde lo stesso numero dei ministri dovrà essere ridotto al minimo, preferibilmente il solo sacerdote celebrante ed un diacono, ammesso anche un organista ma senza coro.

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