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E’ il trionfo di Gattuso! Organizzazione, cuore e spogliatoio: così è rinato il Napoli

Il Napoli alza la sesta Coppa Italia della sua storia, la terza della gestione De Laurentiis, e porta in trionfo il proprio allenatore

E’ la vittoria di Rino Gattuso. Il Napoli alza la sesta Coppa Italia della sua storia, la terza della gestione De Laurentiis, e porta in trionfo il proprio allenatore che sfrutta l’occasione per un discorso post-gara davanti al gruppo in cui ottiene dal presidente l’ok alla fine delle battaglie disciplinari.

Il gruppo applaude e festeggia anche il presidente per la pace fatta.

E’ l’immagine della serata perché il trionfo è tutto del tecnico partenopeo, capace di ribaltare – in campo e fuori – una stagione che sembrava ormai irrecuperabile con la squadra ormai allo sbando sotto ogni punto di vista e più vicina alla zona retrocessione che a quella Champions.

La Coppa porta la firma di Gattuso perché è riuscito a rimettere la squadra in carreggiata, ritrovando la strada giusta nello scetticismo generale.

Al suo arrivo ha trovato una situazione esplosiva con uno spogliatoio in subbuglio, dopo un ammutinamento senza precedenti, diversi rapporti incandescenti ed in campo tanta confusione ed una rosa costruita decisamente male dal predecessore.

Con grande umiltà e dedizione ha risolto un problema alla volta, ottenendo uno standby sui contrasti con la società, sbloccando alcuni rinnovi a rischio e guidando la società sul mercato di gennaio per colpi congeniali per la sua idea di calcio che hanno cambiato faccia alla squadra.

Il Napoli è cresciuto partita dopo partita, partendo proprio giusto in tempo per la Coppa Italia: ai quarti elimina Lazio campione uscente, la più in forma in quel momento, dimostrando col passare delle settimane di aver iniziato un progetto tecnico che offre prospettive importanti e che sta spingendo tanti azzurri, big compresi, a non forzare le cessioni, conquistati proprio dal lavoro di Gattuso.

La finale non è altro che la conferma del Napoli visto già in campionato, proprio contro la Juventus e non solo, o in Champions col Barcellona: fase di non possesso con un solido 4-5-1 e soprattutto quella capacità di soffrire insieme raramente vista a Napoli, ma anche tante idee in costruzione.

Il Napoli ha concesso alla Juve poco o nulla oltre al possesso, costruendo le occasioni più pericolose: tra i due pali, l’occasione con Demme, quella nel finale con Insigne e nel recupero di Elmas con prodezza di Buffon e palo, la squadra di Gattuso l’avrebbe meritata già nei tempi regolamentari.

E’ arrivata ai rigori ed il Napoli può essere felice dell’11esima qualificazione europea di fila già garantita, ma soprattutto di quello che potrà essere il futuro affidandosi pienamente a Rino Gattuso.

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