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Corsi e ricorsi storici delle pandemie: dalla “Spagnola” del 1918 al Coronavirus del 2020

di Rosario Ioio (ilgiornalediCasoria.it)

di Rosario Ioio – La famosa massima del nostro illustre concittadino napoletano G. B. Vico risulta valida anche, purtroppo, per quello che riguarda il funesto argomento delle pandemie.

Esattamente un secolo fa, nel 1920, terminò la pandemia dell’influenza definita erroneamente “spagnola”, ed un secolo dopo è cominciata quella che stiamo vivendo ai giorni nostri.

Volendo cogliere similitudini e differenza tra le due, vediamo che la prima è scoppiata nel 1918, quando volgeva a termine la Prima Guerra Mondiale, come a dire al peggio non c’è mai fine.

Certamente la guerra, anche se era alle sue battute finali, contribuì alla diffusione di quella “peste” dal momento che milioni di soldati vivevano ammassati tutti insieme nelle trincee, le condizioni igieniche lasciavano a desiderare (praticamente non esistevano), la scienza medica era molto meno progredita e soprattutto l’attenzione e gli sforzi delle nazioni europee erano tutti concentrati agli eventi bellici.

Quella pandemia fece circa cinquanta milioni di morti, ed è stata la più letale della storia, anche più della “Peste Nera” del XIV secolo.

Gli scienziati per studiarla ne hanno isolato il virus da corpi ritrovati congelati, e quindi l’hanno inoculato in cavie animali: si è notato che questo provoca alte temperature ed una rapida crisi respiratoria (come il nostro Covid), ma la particolarità che la differenzia dall’attuale pandemia è che esso provoca anche un’eccessiva reazione immunitaria dell’organismo, che si rivelava quasi sempre fatale.

Infatti le vittime della “Spagnola” erano in prevalenza giovani adulti e sani, proprio quelli che hanno il sistema immunitario migliore, mentre il Covid-19 come sappiamo uccide soprattutto persone anziane.

Ultimamente la televisione ci ha riproposto vecchie immagini sbiadite di cinegiornali dell’epoca, dove si vedono tante persone indossare le mascherine come stiamo facendo noi oggi.

Infine una curiosità: prima si è detto che quell’epidemia fu erroneamente definita “spagnola”, questo perché la censura dei paesi in guerra proibiva di parlarne, e le notizie provenivano in Europa solo dai giornali spagnoli.

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