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La storia di Paul Weller e dei Jam

todayDicembre 12, 2025

Sfondo

 

Questa è una storia iniziata, come molte altre nella musica rock, a metà degli anni Settanta e conclusasi, allo stesso modo, all’inizio degli anni Ottanta. Una decina d’anni di attività, sei album pubblicati, un enorme successo — soprattutto in Gran Bretagna — e un addio improvviso proprio nel momento migliore, quando la band guardava molte altre realtà musicali dall’alto in basso. È la storia di tre ragazzi — chitarra, basso e batteria — Paul Weller, Bruce Foxton e Rick Buckler, meglio conosciuti come i Jam.

La band venne fondata da Paul Weller e sbocciò parallelamente all’ascesa del movimento punk. Condivideva con esso la giovane età e il desiderio di spazzare via la pomposità sonora tipica di quel periodo storico, ma non ne abbracciava la deriva nichilista. I Jam guardavano piuttosto a modelli come gli Who, i Kinks e i Beatles. Si distinguevano anche per un look più curato e per testi maggiormente legati alla vita quotidiana dei giovani inglesi, lontani dalla sloganistica politica tipica del punk.

Siamo nel 1977, una Londra in pieno fermento: spille da balia, abiti strappati e creste colorate si diffondevano rapidamente nella capitale. Sex Pistols e Clash, ciascuno a modo proprio, diventavano punti di riferimento per una nuova visione del mondo e della musica. Nel maggio di quell’anno i Jam debuttarono con il loro primo album, In the City. L’accoglienza fu positiva: il disco raggiunse la ventesima posizione nelle classifiche britanniche. Poco dopo pubblicarono il singolo All Around the World, non incluso in alcun album, che arrivò fino al tredicesimo posto.

L’urgenza creativa era forte e, nel novembre del 1977, il trio diede alle stampe il secondo album, This Is the Modern World, che però non riuscì a eguagliare la forza dell’esordio. Nel 1979 il punk conservava ancora parte della sua carica iniziale, ma i suoi principali protagonisti non erano più al centro della scena: i Sex Pistols si scioglievano dopo la morte di Sid Vicious, mentre i Clash iniziavano a contaminare il loro sound con influenze reggae, maturate nei quartieri di Brixton, preparaUnando la conquista internazionale con London Calling.

I Jam, dal canto loro, orientarono le proprie sonorità verso il soul e pubblicarono Setting Sons, che raggiunse la quarta posizione nelle classifiche britanniche. Il brano manifesto dell’album fu Eton Rifles. In quel periodo la band iniziò ad affacciarsi, seppur timidamente, anche nelle classifiche statunitensi, senza però riuscire a conquistare un vero seguito. Il loro stile e i loro temi erano considerati troppo inglesi, una sorte che, con le dovute proporzioni, toccherà anni dopo anche agli Oasis.

Il 1980 si aprì nel migliore dei modi per la band di Woking: Going Underground conquistò il primo posto nella classifica dei singoli britannici, risultato replicato anche da Start!. Nel novembre dello stesso anno uscì il quinto album, Sound Affects, che ottenne buoni riscontri di vendita ma mancava di quell’elemento distintivo capace di renderlo memorabile. La scrittura appariva meno incisiva e il sound si avvicinava al pop, seppur di qualità, con un chiaro richiamo ai Beatles.

Nel marzo 1982 i Jam pubblicarono The Gift, album che contiene Town Called Malice, il loro brano più celebre. Per la prima volta raggiunsero la vetta della classifica degli album. Il disco, molto diverso dai precedenti, spiazzò soprattutto i fan della prima ora. Poco dopo, Paul Weller sorprese ulteriormente i compagni annunciando l’addio al gruppo: sentiva di aver dato tutto e desiderava esplorare nuove sonorità, in particolare soul e R&B. Il futuro “Modfather” lasciò Foxton e Buckler per fondare, insieme al tastierista Mick Talbot, gli Style Council, chiudendo a soli 24 anni una straordinaria avventura per iniziarne un’altra.

Bruce Foxton e Rick Buckler accusarono duramente il colpo. I Jam intrapresero un tour di addio che si concluse l’11 dicembre 1982 al Brighton Centre. Da allora, i tre non sono mai più saliti insieme su un palco. La reunion dei Jam è rimasta una delle grandi chimere del rock: Paul Weller si è sempre dichiarato fermamente contrario, per rispetto della storia della band, simbolo di un periodo musicale intenso e fertile.

Con la morte di Rick Buckler, avvenuta il 17 febbraio scorso all’età di 69 anni, si è scritta definitivamente la parola fine sulla storia dei Jam.

 

Scritto da: Redazione RCC