Guns N’ Roses ‎– Appetite For Destruction

Scritto da il Novembre 4, 2019

Appetite for Destruction è il primo album in studio del gruppo musicale statunitense Guns N’ Roses, pubblicato il 21 luglio 1987 dalla Geffen Records.

È considerato uno degli album più importanti della storia del rock, nonché uno dei più venduti di tutti i tempi: ha venduto 30 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 18 nei soli Stati Uniti d’America. Ad oggi è il disco di maggior successo del gruppo, nonché uno degli album di debutto dal maggior successo di sempre.

La rivista Rolling Stone lo ha inserito al quarto posto nella lista dei 100 migliori album di debutto di tutti i tempi.

L’album uscì il 21 luglio 1987, ma fu ben presto ritirato dal commercio a causa della copertina che raffigurava un quadro di Robert Williams censurato (e intitolato appunto Appetite for Destruction, da cui il titolo dell’album); esso raffigurava un mostro volante, che difende una ragazza svenuta da un robot che intende probabilmente stuprarla; inoltre, il pittore affermò che il gruppo non aveva pagato il quadro e che ne aveva quindi violato il copyright. Il disco fu rimesso in commercio con una nuova copertina, sulla quale è raffigurato un famoso tatuaggio di Axl Rose, rappresentante le teste dei componenti della band come teschi incastonati su di una croce: Izzy Stradlin è il cranio in alto, Steven Adler è il cranio a sinistra, Axl Rose è il cranio al centro, Duff McKagan è il cranio a destra e Slash è il cranio in basso.

Nelle versioni originali dell’album a doppio lato (LP, MC), i due lati vennero denominati “G” e “R”, invece dell’indicazione canonica “A” e “B”. Le prime 6 tracce facevano parte del lato “G”, ed erano quelle che si occupavano degli eccessi del gruppo e della loro vita difficile (lato “Guns”). Le altre e ultime 6 tracce facevano parte del lato “R”, ed erano quelle dedicate a temi sentimentali e al sesso (lato “Roses”).

In un’intervista del 2011, Axl ha dichiarato che la sua idea originale per la copertina dell’album era una foto del disastro dello Space Shuttle Challenger, presente su Time nel 1986, ma la Geffen rifiutò dicendo che era “di cattivo gusto”.


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