Sanremo 2020, il meglio e il peggio della seconda serata

Scritto da il 6 Febbraio, 2020

Anche la seconda serata serata del Festival di Sanremo è stata lunghissima: inizio alle 20.50, fine oltre l’1 e mezza. Anche questa sera abbiamo preso il tempo all’uscita del primo Big: 22 e 03, 73 minuti dall’inizio.

Anche questa sera rimane la sensazione di un Sanremo-carrozzone, con tante cose messe assieme senza un vero racconto, con le canzoni in gara schiacciate da tutto il resto – soprattutto in queste prime due serate, in cui sono solo 12. Vediamo se da giovedì, quando i big saranno 24 per ogni sera, cambierà la percezione.

Il meglio della serata
Bella l’introduzione, con la gag di Fiorello vestita da De Filippi e lei che chiama in diretta: mon sappiamo se fosse scritta (probabile), ma in sala stampa l’ufficio stampa di Amadeus e quello della conduttrice di Amici si davano il cinque, soddisfatte per la riuscita.

Passando alla musica, rimane la percezione di un buon livello delle canzoni: bene Levante e Pelù, artisti che sanno tenere il palco, anche in TV. Bene Gabbani, in versione più seria e riflessiva rispetto ai Sanremo precedenti. Divertenti i Pinguini Tattici Nucleari: l’operazione è quella de Lo Stato Sociale, ma “Ringo Starr”, è già un tormentone. Tosca gioca in un altro campionato, letteralmente: porta un brano da Tenco, intepretato con eleganza. 

Rimanendo sempre in tema musicale: ci piacerebbe un disco digitale con le versioni dei classici di Sanremo cantate da Tiziano Ferro. Questa sera il duetto con Massimo Ranieri è stato davvero emozionante. 

Il peggio della serata
Della lunghezza abbiamo già detto. Tocca ribadire quello che abbiamo detto ieri sera: la regia e la scenografia penalizzano le canzoni. Il palco appare piatto e uguale per tutte le canzoni, gli “stacchi” si perdono passaggi importanti: in altro mondo, rispetto alla regia da “videoclip dal vivo” degli ultimi due anni, in cui c’era un’idea di messa in scena per ogni canzone.
Tra i passaggi dei big, Enrico Nigiotti e Paolo Jannacci sono parsi più in difficoltà. Decisamente rivedibile pure l’ “inedito” dei Ricchi e Poveri, una nuova versione di “Everlasting love”- che incisero già nel ’68, qua rivisita in versione tunz-tunz e cantata in playback, come buona parte del lungo medley di successo…


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