Nick Mason: “I PInk Floyd erano libertà”

Scritto da il Giugno 28, 2019

I Pink Floyd come band vera e propria non suonano più dal 1994, anno dell’ultimo tour del gruppo senza Waters e, a parte la storica reunion del Live 8 e qualche occasionale collaborazione tra due dei tre componenti. Per Nick Mason le occasioni di suonare la musica che ha contributo a creare sono state, negli ultimi venticinque anni, veramente troppo poche. È per questo che il batterista dei Pink Floyd ha deciso di tornare in scena con una band chiamata non a caso Saucerful of secrets, «essenzialmente perché volevo suonare la batteria di nuovo, venticinque anni di pausa sono molti e mi sembra sia troppo presto per andare in pensione. E quindi ho colto l’opportunità di suonare con degli amici», ci dice. Gli amici sono Guy Pratt, bassista dei Pink Floyd dopo la separazione con Waters, Lee Harris, chitarrista che ha militato nei Blockheads di Ian Dury, il produttore e tastierista Dom Beken e l’ex Spandau Ballett Gary Kemp. Il repertorio, invece, è quello dei Pink Floyd del 1967, di album come The piper at the gates of dawn e A saucerful of secrets, gli esordi discografici del gruppo. Brani che, in alcuni casi, non erano suonati live da un componente dei Pink Floyd da oltre quarant’anni. Sei concerti italiani (8 luglio Chieti – Arena La Civitella, 12 Taormina – Teatro Antico, 14 Ravenna Festival- Pala De André, 16 Roma – Rock in Roma, 17 Perugia – Umbria Jazz, 18 Brescia – Piazza della Loggia) con la band dell’unico musicista che ha suonato in ogni tour e in ogni disco dei Pink Floyd.


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