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La storia di “Eldorado” degli ELO

Se c’è un modello tipico del rock degli anni ’70 è il “concept album”, il lavoro che racconta una storia attraverso diverse canzoni di un disco, legate tra loro come capitoli di un libro. Un modello spesso ritenuto controverso, perché forza i limiti della forma-canzone. Ma anche un modello che ha prodotto grandi capolavori nella storia del rock. Tra i migliori interpreti del formato, anche se non i più noti né i più amati, ci sono gi Electric Light Orchestra di Jeff Lynne.

Il nome di quest’ultimo è legato soprattutto alla fine degli anni ’80quando divenne produttore per George Harrison, Tom Petty, Roy Orbison e con questi (e con Bob Dylan), formò il supergruppo Travelling Wilburys.

Ma musicalmente è attivo dalla fine degli anni ’60, e forma la sua “orchestra” a Birmingham nel ’70 assieme a Roy Wood, che nel  inizialmente il leader, fino al ’72. Si distinguono dai suoni del perioodo con un atteggiamento pop e orchestrale, chiaramente ispirati dai Beatles. “Eldorado – a simphony”, o più semplicemente “Eldorado”, è il quarto album del gruppo, il secondo dopo l’uscita di e il primo concept. Lynne decise di assoldare direttamente in studio un’orchestra di 30 elementi.

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