Home » NEWS » Francesco De Gregori – la recensione di “Sotto il Vulcano”

Francesco De Gregori – la recensione di “Sotto il Vulcano”

Avete presente quando siete distratti e un vostro amico vi scatta una foto di nascosto, ve la fa vedere e rimanete colpiti perché è venuta meglio di una foto in posa? Ecco, “Sotto il Vulcano” è una fotografia scattata a sorpresa, di nascosto. Il soggetto è De Gregori (e la sua band), l’ambientazione è il Teatro Antico di Taormina, dove lo scorso 27 agosto il cantautore ha fatto tappa con il tour di supporto al disco di traduzioni dylaniane “Amore e furto”: qualche giorno dopo quel concerto, il bassista del cantautore, Guido Guglielminetti, che è anche produttore dei suoi ultimi dischi, si è presentato da De Gregori con le registrazioni di quella serata, realizzate a sua insaputa. Al Principe devono essere piaciute così tanto da convincerlo a pubblicare un nuovo album dal vivo: “Mi sembrava che il gruppo fosse arrivato ad un punto di coesione generale e di divertimento e che sarebbe stato bello registrare un disco dal vivo”, ha detto nella nostra intervista.

I dischi dal vivo rappresentano ormai una discografia parallela a quella in studio, nella carriera di De Gregori: dal 1975 ad oggi ne ha pubblicati addirittura sedici. Ed è lui stesso a riconoscere che i live rivestono un ruolo importante nella sua produzione: “Da ‘Banana Republic’ in poi ho avuto la sensazione che quello che facevo dal vivo fosse un controcanto e un contraltare di quello che facevo in studio. Mi piace vedere e riascoltare quello che faccio dal vivo, mi piace pensare che la volatilità della musica dal vivo possa essere immortalata”.

Il disco, articolato in due cd, riproduce interamente la scaletta del concerto a Taormina e le canzoni sono presenti nello stesso ordine in cui il cantautore romano e la sua band le eseguirono quella sera: l’apertura è affidata al solipsismo acustico di “Pezzi”, la chiusura alla versione rivisitata e contaminata da “Rainy day women #12&35” di “Buonanotte Fiorellino”. Ci sono tutti i personaggi degregoriani, quasi come nel finale di quel capolavoro di film che è “8 e mezzo” di Fellini: c’è l’uomo che cammina sui pezzi di vetro, c’è Nino, c’è Celestino, Alice, Caterina, il Generale e la donna cannone. E poi ci sono due importanti comparse (ma definirle comparse è riduttivo): Dylan è presente con tre traduzioni tratte da “Amore e furto”, “Servire qualcuno”, “Un angioletto come te” e “Come il giorno”; Lucio Dalla è presente con una cover di De Gregori di “4 marzo 1943”.

Non è la prima volta che il cantautore romano interpreta il classico del collega bolognese e non è la prima volta che la versione di De Gregori viene incisa su disco: già in “Banana Republic”, l’album dal vivo tratto dall’omonima tournée congiunta dei due cantautori, era contenuta una versione di De Gregori della canzone, cantata proprio insieme a Dalla. Ma la versione contenuta in “Sotto il Vulcano” assume un significato particolare, più profondo e intenso: “Sono passato ai piedi dell’Etna e ho pensato a quando sono andato a trovare Lucio, che aveva casa proprio lì”, ha spiegato il cantautore, “non ho pensato a una celebrazione di rito, a un omaggio pubblico o a niente del genere. Solo a questa grande canzone, a quando Lucio cantò quella canzone a Sanremo, al tempo che è passato senza toccarla. Quella sera aveva un’aurea bellissima intorno”. De Gregori, a Taormina, ha scelto di cantare la versione “censurata” del brano scritto da Dalla insieme a Paola Pallottino, perché – ha detto – “quelle allusioni ai bassifondi mi convincevano di meno”: un Principe è pur sempre un Principe, no?

A chi ha ascoltato più volte dal vivo De Gregori nel corso degli ultimi quattro anni, “Sotto il Vulcano” non racconterà nulla di nuovo rispetto a quello che già sa: l’affiatamento del gruppo (una menzione speciale, oltre che a Guglielminetti, va alla sempre bravissima Elena Cirillo, violino e cori), il suono curatissimo e caldissimo, l’intensità di certe interpretazioni di De Gregori (“La leva calcistica”, “La storia”, “Sempre e per sempre”), l’applauso puntuale del pubblico su “La donna cannone”. Ecco, per i degregoriani fanatici, “Sotto il Vulcano” rappresenterà un’altra bella fotografia da aggiungere all’album. Per tutti gli altri, invece, questo disco dal vivo potrebbe rappresentare una buona occasione per avvicinarsi a De Gregori nel posto in cui si trova (oggi) più a suo agio: il palcoscenico.

TRACKLIST

#1
01. Pezzi di vetro – Live 2016 – (03:54)
02. L’agnello di Dio – Live 2016 – (05:40)
03. La leva calcistica della classe ’68 – Live 2016 – (04:40)
04. Vai in Africa, Celestino! – Live 2016 – (04:28)
05. La storia – Live 2016 – (03:48)
06. Alice – Live 2016 – (04:57)
07. Caterina – Live 2016 – (04:03)
08. Sempre e per sempre – Live 2016 – (03:25)
09. Servire qualcuno (Gotta Serve Somebody) – Live 2016 – (05:27)
10. Un angioletto come te (Sweetheart Like You) – Live 2016 – (05:07)
11. Come il giorno (I Shall Be Released) – Live 2016 – (04:55)

#2
01. L’abbigliamento di un fuochista – Live 2016 – (04:26)
02. Generale – Live 2016 – (04:44)
03. Il panorama di betlemme – Live 2016 – (04:51)
04. Sotto le stelle del Messico a trapanar – Live 2016 – (04:19)
05. Titanic – Live 2016 – (05:00)
06. Rimmel – Live 2016 – (05:39)
07. 4 marzo 1943 – Live 2016 – (04:16)
08. La donna cannone – Live 2016 – (04:21)
09. Fiorellino #12&35 – Live 2016 – (04:45)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: