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We Fog “Float”

We Fog si presentano con il loro primo EP “Float“, e già qui ai fan più accaniti della scena 90’s qualcosa non dovrebbe passare inosservato: il titolo dell’ EP, di lizardiana memoria (basti pensare a Goat del 1991), racchiude dentro di se svariati significati che confluiscono tutti assieme, come suggerisce il nome, in una sorta di “fluttuazione”.
Una vera e propria sensazione di galleggiamento suscitata dall’ascolto dei brani, che sembrano trasportarti verso un mondo parallelo che musicalmente si esprime in chitarre corpose e dissonanti, tipiche del post-rock anni ’90 degli Slint, ma con più effetti che le rendono imprevedibili e allo stesso tempo caratterizzanti del genere, e ritmiche possenti, spesso scomposte e fuori misura, che sembrano ricalcare il math dei primi Shellac, ma anche il groove degli eclettici Fugazi. Un mix di influenze che si fondono in un minimalismo a tratti freddo e a tratti più caldo, con continui sbalzi tra fasi emotivamente più malinconiche e vuote e momenti che suscitano molta più energia, pathos e positività.
Il tutto sostenuto da un basso funky che sembra dettato più dalle regole del blues e del jazz che dai canoni propri del noise rock. Un basso che vuole uscire dagli schemi naturali e che, forse proprio per questo, si fonde al meglio con gli altri due strumenti.
E poi c’è la scelta di suonare pezzi brevi, che vogliono investirti direttamente con la loro carica di energia.
All’interno dell’EP ci sono ben 3 brani strumentali, sintomo che uno degli intenti principali della band è quello di comunicare sensazioni ed emozioni di fondo che solo la musica (molto più delle parole) sa trasmettere, e farlo con brani brevi, compatti e pieni d’impatto. Negli altri brani l’uso della voce trova sfogo nelle sue forme più svariate: dal semi-parlato di “Infinite” (molto in stile lo-fi) allo stravolgimento tramite il vocoder in “Welcome”, il brano che, come suggerisce il nome, apre il disco e ti lascia fin da subito spiazzato; dal sussurrato di “Pixed” fino alla realizzazione di linee vocali più melodiche e ricercate come quelle di “Warm Bed”.

Tracklist
1. Welcome
2. EPO
3. Infinite
4. Warm Bed
5. Waiting For The Title
6. Pixed
7. Thursday Drop

Line Up
Donato Fusco – chitarra, voce
Victor Bittencourt – basso, voce
Giulio Corradi – batteria, voce

I We Fog nascono come progetto musicale nel novembre del 2015 a Verona, dopo l’incontro tra Donato Fusco (chitarra) e Giulio Corradi (batteria). La decisione di condividere ed unire le diverse esperienze musicali e di riordinarle per creare il proprio stile spinge il gruppo a recarsi in sala prove, con l’obiettivo di iniziare una propria produzione musicale dalle influenze anni ’90. Il genere, infatti, richiama perlopiù la scena noise, post-rock e math di gruppi americani come Slint, Shellac, Fugazi e Jesus Lizard, per citarne alcuni.
Ciò che ne risulta sono brani molto compatti ed energici, che confluiscono in un minimalismo pieno d’impatto. Dopo vari mesi trascorsi come duo, il gruppo sente l’esigenza, sia artistica che compositiva, di andare alla ricerca di un bassista e la formazione si completa con l’arrivo di Victor Bittencourt. Nel giro di due mesi i We Fog, dopo aver rivisitato i loro brani, si recano in studio  a fine luglio 2016 per registrare il loro primo EP presso i “Sotto Il Mare Studios” di Povegliano Veronese.  Il disco vede Luca Tacconi come tecnico di registrazione e Sergio Carlini (Three Second Kiss) nel ruolo di produttore artistico.

 

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