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Sabù Alaimo “Stiamo dormendo”

“Stiamo Dormendo, il nuovo singolo del cantautore Sabù Alaimo. Il brano, che anticipa l’uscita del nuovo album atteso per settembre 2017 (prodotto con Riccardo Piparo), racconta, con ironici paradossi, lo stato dormiente della “generazione digitale”. È accompagnato da un videoclip, disponibile da oggi su YouTube, ecco il link:

Salvatore Alaimo, in arte Sabù Alaimo, Musicalmente si forma presso il “Brass Group” di Palermo, (tra le scuole più prestigiose in Italia),comincia a muovere i primi passi tra varie band interpretando il rock italiano. Come autore collabora già giovanissimo per diverse etichette discografiche, firmando diversi brani. Partecipa con la band Sabù E La Vigilia a diverse manifestazioni locali e nazionali tra cui il “Premio della musica italiana 2001\2-  Radio Italia”.Il percorso formativo di Sabù viene condizionato positivamente, in occasione di diversi stage, da Gaetano Curreri (Stadio), Beppe Calvetti (Nomadi). Tra varie esperienze di studio e concerti nel 2008 “Sabù e la vigilia” con la supervisione artistica di Riccardo Piparo (TI.PI.CAL) producono l’album “Schemi”: il singolo del disco “Cosa resta” viene trasmesso in molte radio nazionali, tra cui radio 105. Il quartetto “Sabù E La Vigilia” è più volte ospite nella trasmissione televisiva “Insieme” (Antenna Sicilia) e TGS studio. Nel 2009 la canzone “Apri gli occhi” diventa l’inno della legalità del comune di Villabate.
Sempre in quell’anno Sabù e la vigilia, con il brano “Meglio di Cosi” entrano a far parte della compilation prodotta da Edel Italia, dove vengono raccolte le migliori canzoni della manifestazione “Sanremo Web” (Festival di Sanremo 2009). Nel 2010 la band è ospite in una tappa di RTL (MTV).Nel 2011 Sabù collabora alla scrittura del brano “I’illusione”, brano che vince il premio R.E.A. Radio e televisioni associate (Sanremo 2011).L’anno successivo il cantautore siciliano ritorna alla scrittura di un nuovo album dal Titolo “LOGICA EGOISTICA”,
L’uscita del disco matura nel 2013 e nonostante il nome artistico rimanga “Sabu’ E La Vigilia” il progetto da band si trasforma in solista, da qui in avanti ad affiancare Sabù nei live sono dei turnisti. Nel 2014 il nome del progetto cambia nome in “Sabù Alaimo” e viene realizzato un  nuovo singolo, con la produzione artistica di Stefano Clessi, dal titolo “Petrolio”,  con cui arriva tra  i 60 finalisti di  Sanremo nuove proposte 2014. Nell’inverno dello stesso anno Sabù Alaimo apre il concerto di Luca Carboni a Limone Piemonte (CN) per il radio 105 tour e viene inserito anche nelle tappe estive del tour. Nel 2017 Sabù Alaimo termina il nuovo disco prodotto con Riccardo Piparo, l’uscita del primo singolo “Stiamo Dormendo” con relativo video è programmata il 23 giugno.

Uscita Nord “il sogno occidentale”

Si intitola “Il Sogno Occidentale” il nuovo album degli Uscitanord, che a quattro anni di distanza da “Non Aspettare” (Wide Sound 2013) tornano con il quinto lavoro in studio, edito e distribuito da I Cuochi Music-Milano e anticipato dal singolo e videoclip “Canzone proverbiale”

https://www.youtube.com/watch?v=hKufEZGp63o

Nelle undici tracce dell’album, la band abruzzese mette a frutto una militanza quasi ventennale sul fronte della musica d’autore e una maturità artistica che si esprime in una scelta ben precisa :

«Aprirsi a un diverso approccio al vivere come al fare musica, dove alla complessità della vita di tutti i giorni si contrappone la semplicità e la trasparenza dei desideri e delle piccole cose».

Nell’ottica di una ricerca dell’ “essenziale” e di ciò che è autentico, gli Uscitanord si addentrano nel “Sogno occidentale”, l’Eldorado delle opportunità e del benessere, agognata meta per molti ma contraddittorio e insidioso al suo interno, nonché metafora di un perenne contrasto tra verità e bugia, illusione e realtà, passato e presente. Muovendo tra queste dimensioni e spaziando dai paesaggi reali ai “luoghi della mente”, le canzoni si delineano come piccole storie, in cui si palesano di volta in volta l’elegante ironia, l’intensità poetica dei testi e la capacità di raccontare la vita con uno sguardo rivolto al presente ma profondamente debitore verso le proprie radici, sia nell’approccio tematico, sia nel registro sonoro. La partita si gioca, sotto l’aspetto musicale, sulla contaminazione stilistica che vede confluire in un unico orizzonte la musica colta e quella popolare, in un melting pot curato e sorretto dalla padronanza esecutiva di un quintetto di lunga esperienza. Sulla matrice jazz che caratterizza il sound degli Uscitanord, si innestano la musica elettronica, venature rock, il pop e gli elementi della tradizione. Emblematico, in questo senso, il singolo Canzone proverbiale, che ha anticipato l’uscita del disco con un videoclip girato nei pressi della diga di Penne (PE). Qui si ergono le mura abbandonate della struttura di un carcere mandamentale mai portata a termine, all’interno di quella che oggi è una riserva naturale del WWF, frutto di un’opera di bonifica ambientale. In questa cornice, crocevia tra passato e presente, si sono incontrate la musica reggae e la cultura abruzzese, il dialetto regionale e la lingua senegalese di Omar Faye Gawane, rapper africano di nascita e italiano di adozione. Simbolo di un “sogno occidentale”che talvolta si avvera e di un’integrazione tra due mondi che passa anche attraverso la musica.

Track by track

BALLATA MODERNA. Una ballata che mette a fuoco le incertezze delle nuove generazioni, per le quali i sogni e le ambizioni contrastano con i falsi miti di una cultura decadente, dove “Maria…ha sempre più amici” e “Il master si consegue in cucina”.

IL RITORNO. Una canzone delicata e sognante sul senso dell’attesa che accompagna la quotidianità, rendendo i piccoli gesti e gli affetti un bene prezioso che alimenta la fantasia.

La fantasia è il corredo dei sogni, l’imprevisto che ti cambia la vita”.

L’ELEGANZA DELLA SPOSA. Su una tela dipinta dagli occhi dell’amore, prendono forma una ragazza che danza e un sogno che si avvera.

TRA UN SILENZIO E IL VENTO. La descrizione di un momento di pace sospeso nel tempo. Il sogno immortalato nel fluire del viaggio e racchiuso in ogni istante di questa vita da amare nella sua insita poesia.

SENTIMENTI DEL TEMPO. Una dedica all’amicizia sincera, legata ai ricordi di una vita.

Ritrovare gli amici di un tempo è come riaccendere il fuoco di un sogno mai spento.

DITA. Potranno mai le proprie dita trasformare i sogni in realtà?

VINCENZO. La tronfia vanità e la millanteria del donnaiolo “uccidono” il sogno del vero playboy.

NEVE. La neve è come un sogno che arriva al mattino e tra un soffio leggero e una calma di vento, s’illumina al calar della sera.

LA BUGIA, LA VERITÀ. La dicotomia tra il mondo menzognero, arido e corrotto e la verità di chi persegue i propri sogni per cercare di cambiarlo.

CANZONE PROVERBIALE. Una verità sempre attuale riposta nella saggezza popolare:

chi te li sold fabbriche e chi no disegn”, Chi ha il denaro realizza i progetti e chi non ne ha…disegna” (e quindi sogna…).

IL SOGNO OCCIDENTALE. “lo spirito è finito infranto sulla riva del mare perduto nel sogno di una notte occidentale”. Il sogno occidentale è la speranza per molti di essere accolti in un mondo che è privilegio di pochi.

Akkura “Cavallo”

Da oggi in radio “Cavallo”, il nuovo brano degli Akkura, estratto dal quarto album, dal titolo “Cosmotropico” (Malintenti dischi/ distribuzione Edel/Bilieve Digital): «Abbiamo deciso di realizzare il video di Cavallo – raccontano gli Akkura – attraverso il racconto dei concerti, perché i live sono la nostra vera anima, la massima nostra espressione. Non sono solo uno dei momenti migliori della vita di una band, ma sono anche la somma di attimi in cui i brani su cui un gruppo lavora per mesi, prendono vita e raggiungono il loro vero obiettivo. Per cui, a distanza di un anno dall’uscita del nostro ultimo album, Cosmotropico, abbiamo affidato al regista Luca Anello le immagini più autentiche dei nostri concerti per raccontare l’ultimo anno di concerti».

Il brano è accompagnato dal videoclip.

Ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=GwEESc0KCzI

 “Cosmotropico” è un disco dalle melodie cristalline che si intrecciano con influenze seventies africane, cenni di tradizione italiana e il Sud America degli anni ’60, il tutto arrangiato con strumenti analogici e sonorità floreali. In studio la band, che ha ospitato all’interno dell’album molti musicisti tra i quali Angelo Sicurella (Omosumo), Fabrizio Cammarata e Serena Ganci, ha lavorato a lungo sulle melodie ma anche sul ritmo, creando soluzioni poliritmiche nuove per ogni brano e, nel suo complesso, un album dinamico nel susseguirsi di un pezzo dopo l’altro, con influenze che vanno dal roots giamaicano (Fame e sete”), ai temi in chiave “space” (“Daubaidesì”), dalla canzone italiana (La Sera”, “Reminiscenza”), andando fino al “Graceland” di Paul Simon (Peresoso”) e ai Vampire Weekend, sempre più vicino ad un’Africa, mai come oggi, così suggestiva e contemporanea.

 Gli Akkura, formati da Riccardo Serradifalco (voce, chitarre e piano), Settimo Serradifalco (basso, contrabbasso, synth, piano e voce), Fabio Finocchio (batteria e cori) e Salvo Compagno (percussioni e cori), sono una band con alle spalle tre album, qualche singolo, tanti concerti in Italia e all’estero e parecchie collaborazioni, tra cui quelle con il leggendario chitarrista Arto Lindsay, e due dei più autorevoli rappresentanti della nuova scena brasiliana, Moreno Veloso e Domenico Lancellotti.

We Fog “Float”

We Fog si presentano con il loro primo EP “Float“, e già qui ai fan più accaniti della scena 90’s qualcosa non dovrebbe passare inosservato: il titolo dell’ EP, di lizardiana memoria (basti pensare a Goat del 1991), racchiude dentro di se svariati significati che confluiscono tutti assieme, come suggerisce il nome, in una sorta di “fluttuazione”.
Una vera e propria sensazione di galleggiamento suscitata dall’ascolto dei brani, che sembrano trasportarti verso un mondo parallelo che musicalmente si esprime in chitarre corpose e dissonanti, tipiche del post-rock anni ’90 degli Slint, ma con più effetti che le rendono imprevedibili e allo stesso tempo caratterizzanti del genere, e ritmiche possenti, spesso scomposte e fuori misura, che sembrano ricalcare il math dei primi Shellac, ma anche il groove degli eclettici Fugazi. Un mix di influenze che si fondono in un minimalismo a tratti freddo e a tratti più caldo, con continui sbalzi tra fasi emotivamente più malinconiche e vuote e momenti che suscitano molta più energia, pathos e positività.
Il tutto sostenuto da un basso funky che sembra dettato più dalle regole del blues e del jazz che dai canoni propri del noise rock. Un basso che vuole uscire dagli schemi naturali e che, forse proprio per questo, si fonde al meglio con gli altri due strumenti.
E poi c’è la scelta di suonare pezzi brevi, che vogliono investirti direttamente con la loro carica di energia.
All’interno dell’EP ci sono ben 3 brani strumentali, sintomo che uno degli intenti principali della band è quello di comunicare sensazioni ed emozioni di fondo che solo la musica (molto più delle parole) sa trasmettere, e farlo con brani brevi, compatti e pieni d’impatto. Negli altri brani l’uso della voce trova sfogo nelle sue forme più svariate: dal semi-parlato di “Infinite” (molto in stile lo-fi) allo stravolgimento tramite il vocoder in “Welcome”, il brano che, come suggerisce il nome, apre il disco e ti lascia fin da subito spiazzato; dal sussurrato di “Pixed” fino alla realizzazione di linee vocali più melodiche e ricercate come quelle di “Warm Bed”.

Tracklist
1. Welcome
2. EPO
3. Infinite
4. Warm Bed
5. Waiting For The Title
6. Pixed
7. Thursday Drop

Line Up
Donato Fusco – chitarra, voce
Victor Bittencourt – basso, voce
Giulio Corradi – batteria, voce

I We Fog nascono come progetto musicale nel novembre del 2015 a Verona, dopo l’incontro tra Donato Fusco (chitarra) e Giulio Corradi (batteria). La decisione di condividere ed unire le diverse esperienze musicali e di riordinarle per creare il proprio stile spinge il gruppo a recarsi in sala prove, con l’obiettivo di iniziare una propria produzione musicale dalle influenze anni ’90. Il genere, infatti, richiama perlopiù la scena noise, post-rock e math di gruppi americani come Slint, Shellac, Fugazi e Jesus Lizard, per citarne alcuni.
Ciò che ne risulta sono brani molto compatti ed energici, che confluiscono in un minimalismo pieno d’impatto. Dopo vari mesi trascorsi come duo, il gruppo sente l’esigenza, sia artistica che compositiva, di andare alla ricerca di un bassista e la formazione si completa con l’arrivo di Victor Bittencourt. Nel giro di due mesi i We Fog, dopo aver rivisitato i loro brani, si recano in studio  a fine luglio 2016 per registrare il loro primo EP presso i “Sotto Il Mare Studios” di Povegliano Veronese.  Il disco vede Luca Tacconi come tecnico di registrazione e Sergio Carlini (Three Second Kiss) nel ruolo di produttore artistico.

 

Ferbegy? “How Many Times”

Roundabout” è l’anello di congiunzione tra diverse strade. Una via che non ha ne inizio ne fine, ma rincorre se stessa in un ciclo continuo.
“Roundabout” è una giostra, un luogo magico, dove tutto si muove tranne il suo centro.
Canzoni che per noi rappresentano un cambiamento. Forse un’evoluzione.
Le pulsazioni circolari, i rumori, l’elettronica sono il cerchio che unisce il suono e le parole e ci permette di provare a muoverci e cambiare.

Ferbegy? è una band di electro/rock nata a Bolzano nel 2009. La formazione vede alla voce, tastiere e synth Anna Mongelli, alla chitarra, voce e live electronics Dario Mongelli, alla batteria Federico Groff e al basso, chitarra Ale Damian.
La loro musica fonde l’elettronica con sonorità e strumenti vintage e nasce dall’amore per band come Fairport Convention, God Speed You Black Emperor!, Mount Kimbie e Fever Ray.
La band passa i primi due anni a scrivere musica e a cercare il proprio suono. Si esibisce in ogni pub, festival ed evento in regione (Rock in Ring, Emergency, Steineg Live, School’s Out, etc). Divide il palco con Kill It Kid, Julie Christmas, Unkle, Echo And The Bunnymen, Rue Royale. Nel 2010 vincono la terza edizione del festival Upload nella categoria provinciale, pubblicano il loro primo EP “What If Trees Could Speak” registrato da David Lenci e suonano in Italia e Germania al fianco della band tedesca Sugar From Soul.
Nel 2014 registrano il loro primo Lp “Soul Echoes” pubblicato da Riff Records.

Into The Circus “Prime luci”

Fanno il loro esordio nel panorama musicale italiano gli Into The Circus, band alternative rock del territorio marchigiano, con il singolo “Prime Luci”. Il brano anticipa l’uscita del loro omonimo Ep, in uscita a fine gennaio.
La band composta da Di Venere Stefano(voce); Occhioni Stefano(basso); Sancricca Michele(batteria); Alessio Calvigioni (Chitarra ed effetti); punta ad un rock moderno e ricco di influenze elettroniche e punk.
“Questo brano – raccontano- rappresenta la nostra nascita artistica, un punto d inizio. Ognuno di noi ha avuto diverse esperienze musicali, ma se dovessimo pensare al punto d inizio, penseremmo sicuramente a questo ep. Prime Luci – spiega la band – è un progetto ettrizzante, un intruglio di calma apparente e adrenalina pura. Il rock che abbiamo inserito nel progetto e ‘ un rock molto sporco, a volte confuso, come fossero suoni catturati in una serata in qualche club Di Berlino.

L’ obiettivo è’ quel di “schiaffeggiare” il suono e far divertire un pubblico comune.”

BIOGRAFIA:
Gli Into The Circus sono una band electro-rock formata da 5 elementi originari del territorio Marchigiano, che si distingue per il mix di psychedelic rock contaminato dall’elettronica moderna, tutt’ altro che statica e singolare, distinta per originalità e groove spaziale. Il gruppo si forma ufficialmente nell’inverno del 2015.
La necessità di essere indipendenti prevale sull’industria musicale, ed è per questo motivo che decidono di non sottostare alle regole di un’etichetta discografica per poter portare avanti un ideale di musica interpretata totalmente ed autoprodotta.
Il 30 dicembre 2016 esce il primo singolo estratto dall’ omonimo “EP” PRIME LUCI. Così il videoclip del singolo che precede l’uscita dell’intero progetto a fine gennaio 2017.

Link Social:
www.facebook.com/IntoTheCircus/?fref=ts
www.youtube.com/channel/UCd8G4mMW6jYZpbOtJGJBUtA

Germanelli.com

Wicked Expectation “Seriously Laughing”

In “Folding Parasite” non verrà svelato il significato dei testi dei brani per lasciare all’ascoltatore una libera interpretazione di essi, creando un percorso/viaggio in cui ognuno può scegliere liberamente i propri luoghi da visitare.
Si può dire comunque che i testi siano stati in qualche modo influenzati dal mondo che ci circonda e dalla società in cui viviamo: una società sempre più individualista che pensa spesso ad estromettere la propria coscienza per portare avanti interessi personali.
In questo contesto, spesso a causa di avvenimenti tragici, l’individuo è costretto a porsi delle domande sul proprio futuro e sulla propria esistenza, domande che spesso non hanno risposta e che alimentano timori e paure.

Crediti
All tracks written, recorded and produced by Wicked Expectation
Vocal samples on ‘Careless Of Doubts’ from ‘One Of These Mornings’ by Moby
Vocal samples on ‘Cold Fresh Air’ from ‘Back To Life’ by Soul II Soul feat. Caron Wheeler
Mixed by Andrea Vassallo
Mastered by Jo Ferliga at Tapewave Mastering
Artwork and graphics by Oscar Cauda (Hey Graphic)

Tracklist
1. Careless Of Doubts
2. Seriously Laughing
3. Parallel Collapses
4. A Place Full Of Sights
5. Folding Parasite
6. Starigrad
7. Cold Fresh Air

Line Up
Andrea Vassallo – voce, synth, sequencer
Gianluca Abazia – chitarra, synth, cori
Alessandro Boglio – basso, synth
Matteo Fiorentino – batteria, drum machine

Poor Works “il volo)

I Poor Works nascono nel 2008 dall’idea di coinvolgere il pubblico con le note dei gruppi che più hanno segnato la scena musicale internazionale degli ultimi decenni: dai Beatles ai Coldplay, dai Rolling Stones ai Queen, dagli Who agli Oasis. Band prettamente britanniche, da quil’appellativo di “british cover band”.

Dopo una lunga serie di concerti all’attivo in Triveneto, nel 2013 la band decide di tuffarsi nella stesura del loro primo ep di inediti. Il 1 Aprile 2013 esce “Sunday”, singolo che anticipa la pubblicazione, il 5 maggio 2013, di “Colours of us”, album che con 10 brani inediti in inglese e una cover riarrangiata svincola definitivamente la band dal mondo delle cover e ne sancisce la vera identità sonora.
Dall’album vengono estratti altri due singoli: 3 Minutes e Morning Light.

Dopo aver imposto e assodato le proprie sonorità, la band decide di attuare un altro importante cambiamento e inizia a creare brani in lingua italiana. Primo frutto di questo importante switch con il quale i nuovi Poor Works si presentano è il singolo “Autoscatto”, un riarrangiamento in lingua italiana di 3 Minutes.

Sicuri che la strada intrapresa esprima al meglio la loro identità, la band inizia a lavorare a nuovi brani avvalendosi anche dell’esperienza di Valerio De Paola, strumentista e arrangiatore, con il quale plasmano il loro nuovo singolo “In volo”, pubblicato il 20 luglio 2015.

Nel giugno 2016 viene pubblicato Strade, brano con il quale i sei giovani trentini lasciano intendere che i cantieri in casa Poor Works sono riaperti.

The Wer “Werever”

I “THE WER” nascono nel giugno del 2013 a Roma grazie ad Alessandro (voce e chitarra) e Gianluca (basso e cori). Ai due si aggiungono più tardi Leonardo (batteria) e Flavio (chitarra e cori). Sin da subito si divertono nella produzione musicale e nell’ottobre del 2013 autoproducono il loro primo EP dal titolo “Morning Comes Electric”, sulla scia delle sonorità indie-rock firmate Two Door Cinema Club e Foals. Dopo l’uscita dell’EP intraprendono l’attività live cercando di ritagliarsi uno spazio tra le band emergenti di Roma e dintorni.
Nel giugno del 2014, con la vittoria del “Contestiamo”, contest organizzato dal Contestaccio, i “THE WER” si classificano primi tra 66 band in gara, guadagnandosi definitivamente l’attenzione della scena indipendente romana. Nell’agosto dello stesso anno partecipano a vari festival in Italia, tra cui il Messapp Coast Festival e il Pollino Music Festival, al fianco di artisti come Motel Connection e Brunori SAS.
Dopo l’intenso periodo estivo decidono di recarsi in studio, determinati ad acquisire un sound allo stesso tempo più maturo e fresco rispetto alle prime produzioni.
Con l’EP “Pirouette” combinano così le sonorità old school tipiche di Arctic Monkeys e Strokes a beat elettronici, synth e tastiere, influenzati dal sound di gruppi come Last Dinosaurs e The 1975.
Forti del crescente apprezzamento di critica e pubblico, nel 2015 si dedicano alla promozione dell’EP e si esibiscono in tutti i principali locali della capitale, sia da headliner che come opening act per band del calibro di The Wombats (UK), M+A ed EX-HEX (USA).
Nella prima metà del 2016 decidono di sospendere l’attività live per dedicarsi allo studio e alla ricerca musicale, con l’obiettivo di trasformare nuovamente il sound in vista del loro primo album. Mantenendo la strada delle melodie orecchiabili e delle sonorità elettroniche, decidono di conferire alle nuove produzioni una facciata decisamente più pop, mixando influenze che vanno dall’R&B, al funky, alla musica anni ‘80.
Nella seconda metà del 2016 cominciano a sperimentare in versione live le nuove tracce, frutto di sei mesi di lavoro intenso. Curiosi di esporre i brani ad un tipo di pubblico diverso volano a Brighton (UK) e si esibiscono come headliner ricevendo reazioni positive.
Il disco d’esordio uscirà in primavera.

L’album è un percorso che cerca di racchiudere in sé tutti i tipi di relazioni sentimentali e di infatuazioni che generalmente contraddistinguono la fase adolescenziale.
Ogni traccia racconta un’esperienza e un differente approccio all’amore, presentato in tutte le sue sfaccettature. I momenti di gioia, eccitazione, malinconia e rabbia vengono espressi oltre che nei testi, anche nelle diverse sonorità dei singoli brani, che danno vita ad un disco profondamente eclettico ed eterogeneo.
Il tutto è rivestito da una superficie sostanzialmente pop, che vuole rendere l’ascolto semplice e naturale, come l’innamoramento per colui che lo prova.

Tracklist
Fedora
Waves
The Back Of My Mind
Floating
Sydney
Alibi
A89
Pinkish Peach
Fairytale Of A Fleeting Peek

Gospel “Gospel”

C’erano una volta una chitarra acustica, una manciata di canzoni e una passione innata per il folk, il blues e il soul.
Inizia così la storia dei Gospel, ormai cinque anni fa, dalla spinta cantautorale di Lorenzo Balice.
Le sue canzoni hanno una funzione terapeutica e nascono dall’esigenza ben precisa di esorcizzare il proprio vissuto, di parlare con se stesso apertamente, senza nascondersi. Per questo motivo scrive seguendo emozioni dettate dal momento, un’ispirazione umorale e non sistematica.
Passano alcuni anni e la chitarra acustica non basta più: le canzoni stanno crescendo, così come la voglia di completarle, arricchirle, ma soprattutto farle sentire. Per questi motivi entrano a far parte del progetto Stefano Dal Lago al basso e Andrea Roncari alla batteria, dando ufficialmente vita alla band.
Il primo album “Gospel” è il racconto di questi anni di lavoro, la naturale continuazione del percorso musicale e umano che i tre hanno intrapreso. La scelta della produzione artistica, per una band che fa dei legami un valore imprescindibile, non poteva che ricadere su Marco Ulcigrai (Il Triangolo / I Ministri), loro compaesano e amico da sempre.
Finite le registrazioni, seguendo il consiglio di Marco, la band decide di ampliare le proprie soluzioni musicali chiedendo a Riccardo Ligorio di unirsi come secondo chitarrista, tastierista e corista.

Dieci canzoni serrate, dal sound blues e rock, con melodie a tratti soul, influenzate dai Black Keys, da Jack White, ma anche da Neil Young e dalla black music. I riff potenti e le chitarre fuzzate si alternano ad acustiche cullanti, le tastiere anni ’70 si stendono come un tappeto melodico, supportato dalla coppia basso batteria che procede a denti stretti per tutta la durata del disco. I testi sono intimi e viscerali: parlano di vita vissuta, sentimenti talvolta celati dietro a figure retoriche e simbolismi

Crediti
Registrato presso La Sauna Recording Studio di Varano Borghi (VA) da Andrea Cajelli e Marco Ulcigrai, prodotto da Marco Ulcigrai
Mixato da Ian Smith e Marco Ulcigrai presso Blå_moln Studio di Gerenzano (VA)
Master a cura di Andrea De Bernardi presso Eleven Mixing and Mastering di Busto Arsizio (VA)
Lorenzo Balice: voce, chitarre elettriche, chitarre acustiche, organo in “Piccola Donna”
Stefano Dal Lago: basso elettrico, cori in “Fango E Terra”
Andrea Roncari: batteria, percussioni
Riccardo Ligorio: cori in “Scarpe Inglesi”, “Abbi Pietà Di Me”, “Maggio”, “Lampo Fulmine”, “La Mattina Di Natale”
Giulia Besagni: cori in “Scarpe Inglesi”, “Abbi Pietà Di Me”, “Maggio”, “Lampo Fulmine”, “La Mattina Di Natale”, “Fango E Terra”
Marco Ulcigrai: tastiere, cori in “Lampo Fulmine”, “La Mattina Di Natale”, “Abbi Pietà Di Me”.
In memoria di Andrea Cajelli

Tracklist
1. Ogni Piccola Guerra
2. La Rivalsa
3. Scarpe Inglesi
4. Maggio
5. Lampo Fulmine
6. Fango E Terra
7. Abbi Pietà Di Me
8. Piccola Donna
9. Giuda
10. La Mattina Di Natale

Line Up
Lorenzo Balice – chitarra, voce
Stefano Dal Lago – basso, cori
Andrea Roncari – batteria
Riccardo Ligorio – tastiere, chitarra, cori

 

 

Brücke “Yeti’s Cave”

Yeti’s Cave” parla di un lungo periodo di reclusione, ricerca e crisi.
E’ una crisi che nasce dal processo creativo, ma che presto si rivela essere più pervasiva.
E’ la riscoperta del gioco e delle possibilità combinatorie offerte dal timbro e la sua ricerca che portano al superamento della crisi, vista non più come limite ma come opportunità.
“Yeti’s Cave” è anche un luogo, la nostra sala prove e quartier generale, cresciuto con noi nel corso di 4 anni di attività.
Spesso è stato teatro di incontri o punto di ritrovo per iniziare un viaggio.
E’ in questo posto, all’interno di un’officina, che il progetto ha preso forma.

Crediti
Tutte le tracce sono scritte e suonate da Brücke tranne:
Tromba, sax e trombone su “Ovomoltino”: Chiara Lazzerini
Clarinetto basso e vlarinetto in SIb su “Tebe”: Elia Bianucci
Voce su “Carrarmatozzi”
: Matteo D’Angelo (Siberia)
Batteria, basso, chitarre, voce e synth registrati in presa diretta presso l’Orfanotrofio Studio da Niccolò
Mazzantini e Fabio Fantozzi
Tutti gli altri suoni sono stati registrati allo Yeti’s Cave Studio
Mix e master presso l’Orfanotrofio Studio

Tracklist
1. Annaciccia
2. Prociutto
3. Ovomoltino
4. Carrarmatozzi
5. Tebe

Nikasoul “Immagina un’attrice”

Una ballata romantica, quasi intimista. Parla dell’amore e dei suoi risvolti, di come è e di come vorremmo che sia. Racconta del rapporto di coppia, di quando un amore giunge al capolinea perché finisce la complicità, la fiducia e la favola. Ma parla anche di solitudine e di rinascita come solo un attore o meglio un’ attrice sa fare.

Stefano Bossa (Apm Progetto Musica)

Silvia Boreale “Ogni giorno che passa”

Silvia Boreale è una cantante italiana e studentessa presso l’Università di Ferrara. Nasce a Venezia il 24 giugno 1993, da madre romana e padre di origini pugliesi. Già a otto anni viene scritta a scuola di canto e partecipa a diverse gare canore locali.
Frequenta scuole di musica e canto , e sin da giovane partecipa a numerose competizioni a livello locale. Nel giugno 2010 viene ammessa ai provini per il Talent show ” X-Factor”, arrivando alle fasi finali del dopo bootcamp (i migliori 40 tra 60.000 partecipanti) .
Purtroppo verrà scartata perchè troppo giovane . L’anno seguente partecipa ai provini di “Amici di Maria de Filippi ”, anche questa volta arriva in semifinale cantando “Anche un uomo” di Mina.

Nel giugno del 2013, all’età di 20 anni, partecipa ai provini di “Amici” , arrivando alla formazione della “classe” e aggiudicandosi in posto in prima fila tra gli ” sfidanti” dei concorrenti della 13esima edizione. A gennaio 2014 viene chiamata a sfidare la concorrente Deborah Iurato , sulle note di “America (Nannini),”Turning tables” (Adele), “Per tutta la vita” (Noemi) ” Mare d’inverno” (Bertè). Nel giugno 2014 partecipa nuovamente ai provini della successiva edizione “Amici” , superando tutte le selezioni fino a novembre. Il 22 novembre entra a far parte ufficialmente della nuova classe di “Amici”. La sua presenza nella scuola, tra alti e bassi, non passa inosservata; infatti rivestendo il ruolo di leader in varie sfide a squadre durante le puntate del pomeriggio, riesce a colpire l’occhio critico di tutti i professori e a conquistare la fiducia dei suoi compagni. La permanenza nella “scuola” durerà fino al 28 marzo 2015 quando sarà costretta a lasciare dopo l’ultima puntata del pomeriggio senza poter accedere alle fasi finali serali. Silvia inizia subito a darsi da fare lavorando ai suoi inediti ed esibendosi live in tour per tutta l’Italia.

Nel luglio 2015 esce il suo primo singolo “Stay by my side” un brano tropical house scritto e arrangiato da Paolo Martorana e Nicola Scarpante. Nel febbraio 2016 esce il secondo singolo ” Un’inguaribile romantica” scritto e arrangiato da Francesco Fiumanò e Giorgio Mantovan. Il 2 Giugno 2016 viene chiamata dall’Ambasciata Italiana a rappresentare l’Italia in Pakistan presso la capitale Islamabad e presso Karachi , esperienza bellissima che porta Silvia ad essere conosciuta anche all’estero. E’ uscito il 7 ottobre 2016 il suo terzo singolo “OGNI GIORNO CHE PASSA” scritto da Leonardo Veronesi.

Century “Zenith”

Zenith” è una raccolta di inediti scritti tra il 2010 e il 2016. L’intento del disco è quello di sorprendere l’ascoltatore creando un percorso di continui cambi di sonorità. Le tematiche toccate godono di una certa
evoluzione rispetto ai precedenti lavori: il disagio dell’abbandono (“Singing For The Silence”), il sentirsi inutili (“Burning”), il rapporto tra le persone sempre in bilico tra parole e fatti (“Beast”, “Solar System”), fino ad arrivare ad una sorta di “liberazione” mentale e anche fisica da tutte queste cose con le ultime tre tracce (“Wastes”, “Alien”, “Ulysses”).

“Volevamo fare un disco che racchiudesse questi ultimi sei anni della nostra vita, durante i quali ci siamo visti cambiare da un giorno all’altro e catapultati in realtà completamente differenti.
Volevamo toglierci le paure di dosso e affrontare ciò che questi anni ’10 avevano da offrirci.”

Tracklist
1. Singing For The Silence
2. Beast
3. Solar System
4. Headache
5. Steady
6. Vessel Sailing South
7. Burning
8. Wastes
9. Alien
10. Ulysses

Che sia paranoica o no, ai Century l’Emilia va stretta. In attività da almeno 10 anni, la band alternative, dopo un demo registrato nel 2011, un EP realizzato nel 2014, finalmente nel 2016 scrive un album contenente dieci canzoni inedite dal nome “Zenith”.

Ma, nonostante il titolo del disco, la band non si ferma, continua a ricercare nuove sonorità, e, con un’identità “lavica” in perenne definizione, è già al lavoro su altri pezzi inediti proiettandosi nel futuro.

Line Up
Mattia Ferro – voce, chitarra
Fabio Bardi – voce, basso
Federico Branchetti – batteria

Earthset “Popism”

Il progetto nasce nel gennaio del 2012 dall’incontro tra Luigi Varanese (basso), Costantino Mazzoccoli (chitarra), Emanuele Orsini (batteria), ed Ezio Romano (voce e chitarra). I quattro, classe 1990, hanno influenze varie (Pink Floyd, Smashing Pumpkins, Jeff Buckley, Sonic Youth tra gli altri) che riescono a miscelare in una produzione variegata, ma stilisticamente coerente, difficilmente inquadrabile in rigide classificazioni di genere. Nel dicembre del 2012 realizzano un primo demo contenente cinque brani, registrato in collaborazione con l’associazione culturale Studio Sound Lab e presentato dal vivo il 7 Marzo 2013 al Freakout Club di Bologna. Nel maggio 2013 il gruppo viene selezionato per registrare un brano inedito al corso Advanced per Sound engineer tenuto da Maurizio Biancani presso lo studio di registrazione Fonoprint, in Bologna. In questa occasione conoscono Enrico Capalbo, (fonico presso lo studio, polistrumentista e sound engineer per, tra gli altri, Arto Lindsay, Luca Carboni, Gianmaria Testa, Paolo Fresu, Ofeliadorme, Francesco Guccini, Humberto Gatica) che si interessa al seppur giovane progetto. Gli ultimi mesi del 2013 sono dedicati alla scrittura di ulteriore materiale inedito. Il sound si fa più netto e lo stile compositivo del gruppo, pur nella varietà ed imprevedibilità che li contraddistingue, si rafforza. Il 2014 inizia all’insegna degli impegni dal vivo, tra cui spiccano il live presso il The Good Ship a e la diretta radio presso la ICRadio, radio studentesca dell’Imperial College a Londra, nonché le date bolognesi presso il Freakout Club ed il Locomotiv Club (in apertura a Martin Hagfors & C+C=Maxigross). La band, contestualmente, lavora in autoproduzione al disco d’esordio. Nell’ottobre 2014, il gruppo torna negli studi Fonoprint, sotto la direzione artistica e tecnica di Carlo Marrone (polistrumentista con, tra gli altri, My Own Parasite, Carlomargot, Murder) ed Enrico Capalbo, per le registrazioni del primo LP targato Earthset. Il disco, intitolato “In A State Of Altered Unconsciousness” raccoglie dieci dei brani composti tra il 2012 ed il 2014, tutti legati da un medesimo filo conduttore, andando a formare un concept album. Il tema centrale è quello degli stati alterati di coscienza, che diventano ora fonte di riflessione per raggiungere l’auto consapevolezza, ora momenti di ricercata o sofferta solitudine, ora di straniamento sensoriale e paura. Dal punto di vista musicale, questo continuo stato di alterazione, evoluzione e dinamismo è affidato ad una scrittura strutturalmente non lineare, intrecci di chitarre caratterizzati da suoni acidi e taglienti, passaggi tra distorsioni pesanti e limpidi puliti, atmosfere psichedeliche tendenzialmente fredde e disturbate da inserti noise. “In A State Of Altered Unconsciousness” è uscito il 26 ottobre 2015 per Seahorse Recordings/Audioglobe ed è stato presentato dal vivo all’Arterìa di Bologna il 5 novembre. Il disco ottiene i favori della critica di settore, per la gran parte sorpresa dalla maturità del lavoro e dall’originalità della proposta, sempre in bilico tra ricerca sperimentale ed orecchiabilità. Il tour promozionale del disco vede la band impegnata in diciotto date lungo tutto il territorio nazionale, dal Veneto alla Sicilia. Al termine del tour gli Earthset tornano in studio per realizzare un nuovo lavoro. Alla produzione artistica si conferma Carlo Marrone, mentre alla produzione tecnica Enrico Capalbo è affiancato da Michele Postpischl (Ofeliadorme) che segue le batterie ed il basso. L’uscita del nuovo EP, intitolato “POPISM” è prevista per marzo 2017.

POPISM” è il secondo EP della band bolognese Earthset.
Il filo conduttore del lavoro è un “gioco” compositivo, la sfida di produrre un EP “leggero” e dal taglio più immediato rispetto ad “In A State Of Altered Unconsciousness”.
Dalla ricerca di atmosfere più pop deriva il titolo, “POPISM”, recentemente utilizzato per descrivere quella corrente della critica musicale che riconosce dignità artistica alla musica pop/commerciale. I brani, nella disposizione, rappresentano un “cammino” verso atmosfere via via più pop. Si parte con “Around The Head” un brano strutturalmente schizofrenico il cui testo si può definire un dialogo interiore sulle aspettative tradite e sull’atteggiamento psicologico passivo dinnanzi alle difficoltà. Il brano è stato ispirato in parte da vicissitudini personali che hanno interessato i membri del gruppo ed in parte ai personaggi di un anime, utilizzati per descrivere l’atteggiamento delle due voci del protagonista.
“In The Pendant” (gioco di assonanze con independent) è invece uno sfogo, una critica all’ambiente indipendente che emula e replica le dinamiche del mondo mainstream, appiattendo ed omologando l’offerta musicale alla ricerca della formula “di moda”.
“Flush” è il brano che, dopo lo sfogo, vira verso sonorità più indie-pop. Il testo racconta di un non meglio
precisato episodio di “rottura” con le proprie abitudini che avvicina la protagonista ad una parte di sé ignota e soppressa. Come due viandanti sconosciuti, i due “io” della protagonista si incontrano e si riconciliano nell’esplosione finale del brano, cui segue una coda dal sapore dolce-amaro.
“Icarus’ Flight” chiude il quartetto di canzoni con un brano dichiaratamente pop, il cui testo è ispirato all’episodio mitologico del volo di Icaro. Se classicamente il mito ha un valore paideutico,
il cui scopo è insegnare ai giovani a non disubbidire ai “Padri”, qui Icaro è il campione dell’umanità che preferisce superarsi, anche a costo di perdere la vita, piuttosto che accettare un’esistenza “cauta” e “mediocre” suggerita dai saggi consigli di Dedalo. Il verso finale racchiude il senso del brano: “la voglia di andare oltre brucia come un sole nelle anime giovani, ed ho paura che non riesci più a sentirla una volta che sei cresciuto”.
Chiude l’EP “Ghosts And Afterthoughts”. Fantasmi e ripensamenti, che riportano alle sonorità psichedeliche dei brani più sperimentali del gruppo, costruiti però su dei loops dal sapore elettronico e noise…
presagi di sviluppi futuri? In realtà neanche noi lo sappiamo al momento.
Un EP che è un “gioco”, una sfida ed una nuova proposta.

Tracklist
1. Around The Head
2. In The Pendant
3. Flush
4. Icarus’ Flight
5. Ghosts And Afterthoughts

Line Up
Ezio Romano – chitarre, voce
Costantino Mazzoccoli – chitarre
Luigi Varanese – basso
Emanuele Orsini – batteria

 

TheNemo – L’EP d’esordio “Dagli Snap Al Crack”

Rendere pubblica l’intimità.
Denudarsi su una piazza per vedere da fuori chi sei per davvero.
E osservare fuori e dentro.
Tutto questo tra il silenzio, il crescendo e la sovrapposizione di suoni di chitarre storte e synth dall’animo morbido.

Tracklist

1. Lavorare Di Notte
2. Mi Ricordo
3. Teca
4. Grazie Lo Stesso

Line Up

Emanuele Emma – voce, tastiere, chitarra elettrica e programmazione
Roberto Sarzi Amadè – batteria  
Luca Urbani – tastiere, chitarra elettrica e programmazione

theNemo è l’incrocio emotivo che lega tradizione e innovazione, il luogo riparato dove l’anima non ha segreti e il cuore può battere liberamente. Quel luogo dove l’emozione nasce, cresce ed evolve. Il luogo della musica. theNemo è uno, unico, universale.

theNemo è Emanuele Emma, nato a Monza nel 1977. Appassionato di musica sin da bambino, segue le orme del padre Vincenzo, batterista/cantante di un gruppo beat degli anni ’60. Inizia a studiare chitarra classica all’età di 12 anni con il maestro Pierangelo Nava. Studia armonia alla scuola civica di Desio e canto con il maestro Lorenzo Pierobon di Monza. Da autodidatta si avvicina anche ad altri strumenti che gli serviranno per la composizione dei suoi brani. Forma il primo gruppo all’età di 13 anni (The Five Little Birds) per poi passare ad altre formazioni giovanili fino a quando decide di intraprendere la strada da solista nel 2014 componendo testi e musiche personali frutto di esperienze e incontri con uomini straordinari. Grazie all’incontro con il musicista produttore Luca Urbani prende vita l’EP “Dagli Snap Al Crack”, prima uscita ufficiale del progetto theNemo.

Egeeo “F”

egeeo

Il nuovo singolo degli Egeeo dal titolo “F” estratto dal loro EP d’esordio in download esclusivo su Off Topic.

“F” è una ballata sognante che nasce dall’esigenza di denudarsi davanti ad una forte emozione come l’amore. L’impossibilità di contenere un flusso emotivo molto forte comporta la sua sublimazione, trasformandolo in musica e lasciandosi avvolgere dal suo riverbero costante e ipnotico. E’ una canzone malinconica dove la sofferenza si armonizza con gli altri stati d’animo in un insieme coinvolgente e trascinante. L’aspetto incantato è dominante e viene supportato da una spontaneità che non lascia spazio a mediazioni. Le lunghe parti strumentali identificano il flusso emotivo che lentamente si sviluppa e improvvisamente esplode ma è soffocato nel riverbero profondo di ciò che forse rimane un sogno.

La tematica principale del disco è la contrapposizione tra l’idealizzazione e la prassi e il non volersi arrendere rimanendo ostinatamente attaccati alle illusioni. Il sound e le liriche si muovono tra le stelle di una notte d’estate e il nero di un oceano in tempesta. Non ci sono vie di mezzo. A grandi promesse e idealizzazioni seguono risposte incomplete che generano disincanto e distruzione. Non si sviluppa mai una rassegnata malinconia negativa, ma al tradimento dell’ingenuità si scatena il nubifragio. Se l’uomo è un naufrago in balia di questi oceani emotivi allora è importante spogliarsi senza sapere in anticipo se si comincerà a volare o si annegherà. Il vero dramma infatti non è la sofferenza causata dalle emozioni ma la nevrosi causata dalla repressione delle stesse. Queste andrebbero liberate, trasfigurate e descritte perché nascondendole se ne diventerebbe schiavi.

Idealizzare i rapporti, il mondo, l’amore comporta una solitudine continua che però non si trasforma in cinismo ma rimane ancorata ad una forza emotiva che può risultare positiva o negativa, vitale o mortifera ma comunque mai disincantata, mai distaccata.
La ricerca della spontaneità diventa centrale, spogliandosi da ogni mediazione e cercando di rispondere alla disperazione quotidiana con audacia senza nascondersi dietro le parole. L’EP è quindi un percorso di trasformazione della sofferenza in qualcosa di costruttivo e si spera poetico perché l’unico modo per liberarsi dal dolore è trasformarlo.

castellos

Cafè Noir “il Bianco e il Nero”

cavenoir

In uscita “Il Bianco e il Nero”, attesissimo lavoro discografico dei Cafè Noir.

Presentazione a Mestre (VE) – Teatro Candiani – il 21/10/2016

Al Teatro Candiani di Mestre (Ve) il 21 Ottobre alle ore 21 andrà in scena la presentazione de “Il Bianco e il Nero”, attesissimo terzo lavoro discografico della band veneta Cafè Noir.

Formazione con una più che decennale storia alle spalle, che ha visto nel tempo un grande lavoro di sviluppo compositivo e sonoro, i Cafè Noir giungono così all’ideale compimento di un lungo percorso artistico che li ha visti impegnati negli ultimi due anni. 
Il disco è stato anticipato da un fortunatissimo singolo, “L’inizio e la fine”, il cui video ha fatto il giro d’Italia sui vari social e sulle riviste di settore. 

La data del 21 Ottobre sarà significativa anche per gli ospiti d’eccezione che parteciperanno all’evento: Ricky Bizzarro, cantante dei Radiofiera; Charly Bertolotto, chitarrista jazz di lungo corso; Zucca Veleno, all’anagrafe Beppe Calvi, già cantante dei Metrognomi. Successivamente, l’11 Dicembre Al Vapore, la band sarà accompagnata dal cantautore Giuliomaria Garbellotto al weissenborn.

Il disco sarà anche disponibile nei principali store digitali, con un lancio a livello mondiale. 

PromoVento

Plastic Light Factory “Hype”

hype

HYPE è il suono della gioventù di tre ragazzi che con la loro immaginazione e la loro musica riescono a travalicare i confini della propria terra e ad approdare oltremanica in terra d’Albione. Questo concept EP prende ispirazione dalla recente scena musicale che si sta formando a intorno all’Hype di Mantova. Collettivo di band indipendenti? Sala concerti? Rave party? Etichetta discografica? Forse nessuno sa bene cosa sia, l’unica cosa certa è che costituisce un concreto viatico per valide forme d’espressione, oltre che un reale punto d’aggregazione per una nuova ondata di controcultura giovanile portata da un vento che soffia aria direttamente dal ’67.
E allora in queste note rivivono i suoni, le luci e i colori di un’intera generazione che non smette mai di sognare.
Believe the Hype.

I Plastic Light Factory, classificati secondi al Rock Contest Controradio 2014 su più di 600 iscritti a livello nazionale, sono una band psychodance/sHOGaze nata nell’inverno del 2011 dalla collaborazione di  due compagni di liceo che condividono la passione per il rock indipendente inglese, l’effettistica e i light show. Moritz appassionato di chitarre e amplificatori vintage, Alessandro del suono martellante del basso e di tastiere. Nelle loro composizioni cupi intrecci psichedelici e sognanti voci riverberate si stendono su pulsanti ritmiche dance, tracciando una linea che unisce gli Electric Prunes ai Franz Ferdinand passando dal paisley underground con spruzzate di glitter. Oddio, in realtà manca qualcuno che maltratti la batteria e dopo il classico annuncio lanciato in rete, Andrea li convince di essere “maleducato” al punto giusto per il loro genere.

Non resta che buttarsi, prima in sala prove e poi sui palchi, con alcuni pezzi che parlano di esperienze condivise con amici, trip metafisici in mondi surreali, deliri notturni caleidoscopici ed escursioni lisergiche in città fantasma.
Nel 2014 la band ha pubblicato il loro primo singolo “Jakiteko”, il cui video è stato girato all’ Hype (una sala concerti indipendente di Mantova, ormai punto di riferimento per i freak amanti della scena rock english speaking oriented).
Nel 2015 hanno registrato il loro primo EP “HYPE”, presso il T.U.P studio di Brescia con la collaborazione di Alessio Lonati (Le Case Del Futuro/Tight Eye) e Brown Barcella (Miss Chain And The Broken Heels), masterizzato alla Maestà di Giovanni Versari (Muse).
L’uscita del disco è prevista per il 5 Ottobre 2016.
Attualmente la band è impegnata nella costruzione del muro del suono.
 

Line Up
Moritz Meyns – chitarra, hog, electric sitar e voce
Alessandro Belletti – basso, hog, rhodes, mellotron e cori
Andrea Zanini – batteria e cori

chains

 

Phidge “Paris”

paris

Il nuovo singolo dei Phidge title-track estratta dal nuovo disco “Paris” in uscita a Novembre per Riff Records.
Il disco è stato prodotto, registrato e mixato da Angelo Epifani ai Raw Studios di Bologna. Dai dieci brani del disco, firmati da Riccardo Fedrigo, emerge una maggior tensione che prende il posto delle atmosfere rarefatte del lavoro precedente. Si possono individuare influenze Punk, Dark, Funky, Art e Street Rock. Il tutto al servizio di un disco che si pone come obiettivo primario quello di comunicare direttamente i propri contenuti musicali e tematici senza nascondere nulla dietro stilemi e pose di comodo.

La title track rappresenta l’anti inno rivolto verso chi si perde nella rincorsa di idoli vuoti. Parigi viene tirata in ballo sulla scia di quella volta in cui un amico ci raccontò di una serata dai risvolti galanti che stava per avviarsi verso un epilogo trionfale quando la potenziale concubina sospese il tutto rimandando il coronamento dell’operazione a quando il nostro amico l’avesse portata a Parigi. Il viaggio idealizzato con le foto da postare, i vestiti da mettersi, il bellimbusto di turno che ti riempie di minchiate a bordo Senna, quel bicchiere di troppo che serve come scusa per sentirsi autorizzata alla disinibizione. E poi il risveglio sgomento in un albergo e la nostalgia di quello che si è perso, con il tombeur che ti fa presente che adesso è tardi.”

Il disco nasce per sommare più di due anni di lavoro in sala prove e live. È un po’ un sunto di ciò che abbiamo portato in giro. Prima di tutto abbiamo puntato sul nostro modo di suonare e di pensare i pezzi, quindi ci siamo collegati a delle immagini, istantanee che davano le idee per i testi. Un’atmosfera cittadina, frenetica anche in senso negativo perché ti rapisce e ti fa perdere, ma anche buona se la affronti con le persone giuste. La copertina è forse l’immagine migliore per descrivere il disco: un grande ritrovo tra falò e fuochi, un concerto poco fuori città, nel bel mezzo di notti complicate e giornate pesanti. Il titolo è arrivato per ultimo, ragionando su come i brani partano per poi esplodere e all’interno ci sono tanti messaggi, rabbia, introspezione ma anche semplici confessioni che possano costruire un ponte con il pubblico, con gli altri.

Tracklist
1. (Do We?)
2. A Couple Of Things
3. Any Good News?
4. The Mouth Of Love
5. Face To Face
6. Memories
7. Paris
8. Be Do
9. Road (To The Drops)
10. Thin

Line Up
Dodi Germano – voce, chitarre
Riccardo Fedrigo – chitarre, voce
Nicola Di Virgilio – basso
Oscar Astorri – batteria

PHIDGE
Bologna // Indie Rock, Emo-Core

I Phidge (Dodi Germano, Riccardo Fedrigo, Nicola Di Virgilio e Oscar Astorri) sono un quartetto di Bologna nato nel 2003. Dopo diversi demo e un centinaio di concerti, dal 2007 sono sotto contratto con la Riff Records di Bolzano. Nel 2008 arriva il primo album, “It’s All About To Tell”, prodotto e registrato da Bruno Germano ai Vacuum Studios di Bologna.
Dopo l’entrata nella band del batterista Oscar Astorri, in sostituzione di Simone Cavina, nel 2012 viene pubblicato “We Never Really Came Back”, ancora per Riff Records, ancora con Germano alla consolle. Il disco rivela un approccio molto diverso rispetto all’esordio, costituito da brani più diretti e da un sound d’insieme più coeso e riconoscibile. Il singolo “Door Selected” viene incluso nella compilation di XL di Repubblica e il disco rimane in streaming su Rolling Stone per tre mesi.
A gennaio del 2013 viene pubblicato l’EP “Needs” in formato digitale, contenente due inediti e la cover di “Special Needs” dei Placebo.
L’ultimo disco, “Paris”, esce di nuovo per l’etichetta bolzanina ed è stato prodotto, registrato e mixato da Angelo Epifani ai Raw Studios di Bologna. Dai dieci brani del disco, firmati da Riccardo Fedrigo, emerge una maggior tensione che prende il posto delle atmosfere rarefatte del lavoro precedente. Si possono individuare influenze punk, dark, funky, art e street rock. Il tutto al servizio di un disco che si pone come obiettivo primario quello di comunicare direttamente i propri contenuti musicali e tematici senza nascondere nulla dietro stilemi e pose di comodo.

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